Archive for February, 2009
February 27, 2009 at 1:31 pm · Filed under Articoli
Il dibattito sul testamento biologico e sul fine vita si riprende il centro della scena politica. A Udine la Procura indaga Beppino Englaro per “omicidio volontario”, insieme ad altri 14 persone tra cui il primario Dal Monte e altri medici e infermieri della clinica “La Quiete” dove Eluana morì il 10 febbraio scorso. La notizia su Repubblica: “Forse si tratta di un fascicolo che si apre velocemente e altrettanto velocemente si chiuderà. Una sorta di atto dovuto. Ma secondo indiscrezioni investigative questa nuova indagine partirebbe da una serie di esposti, firmati sia da singoli che da associazioni, che hanno raccontato la storia di Eluana come se fosse la storia di un omicidio. Il fatto che ci sia stata una sentenza della Corte civile d’appello di Milano, confermata dalla Cassazione, e che fosse stato approntato un protocollo per accompagnare gli ultimi giorni di Eluana non ha mai interessato i firmatari di queste denunce, che in nome della sacralità della vita hanno puntato il dito contro il padre di Eluana”. Intanto non si attenuato i toni soprattutto da parte della Chiesa, in particolare la reazione del cardinale Barragan che non esista a riutilizzare la parola “assassino” in riferimento al padre di Eluana.
Nell’iter parlamentare della legge sul testamento biologico sembra riprendere quota il fronte del “meglio non fare nulla” (articolo oggi su La Stampa). Tuttavia la proposta di una moratoria della discussione sulla legge, da rinviare a dopo le Europee, come proposto da otto senatori sia di maggioranza che di opposizione, sembra destinata a non passare, mentre le divisioni sul tema si amplificano anche tra le file del Pdl e si vocifera di “richiamo all’ordine” per i senatori dissenzienti in commissione. Secondo Folli nel suo Punto sul Sole24Ore “il partito della moratoria è ancora piccolo ma destinato a crescere”. Sembra avallare questa ipotesi la presa di posizione, oggi, del presidente del Senato Schifani che si dichiara favorevole a un rinvio dell’esame in Aula della legge, che era previsto per il 5 marzo.
E’ il tempo dei dubbi, più che delle scelte insomma. Dubbi per poi non fare scegliere o cosa?A questo proposito può suscitare discussioni l’editoriale del direttore Antonio Polito sul Riformista, “I miei dubbi sul testamento biologico”.
February 26, 2009 at 11:12 pm · Filed under Articoli
Continua l’iter della legge che vuole limitare il testamento biologico e la scelta sulla libertà di cura. Aumenta la tensione e anche i distinguo sia all’interno della maggioranza che dell’opposizione. L’esame in commissione Sanità ha subito un nuovo stop. E spunta un appello bipartisan per votare dopo le elezioni europee di giugno, noi in ogni caso preferiremmo scegliere.
February 26, 2009 at 10:52 pm · Filed under Articoli
Sabato 21 febbraio grande adesione per la manifestazione per il testamento biologico lanciata da MicroMega. In piazza Farnsese a Roma c’era anche il banchetto di Fammiscegliere.
February 25, 2009 at 11:15 am · Filed under Articoli
February 18, 2009 at 2:45 pm · Filed under Articoli
Adesso non ci sarebbe più fretta per il testamento biologico. Secondo un articolo di Italia Oggi, passata una settimana dal caso Englaro, adesso i lavori della commissione Sanità che sta esaminando il ddl Calabrò sarebbero di nuovo in alto mare. Evidentemente c’è da riflettere, anche nella maggioranza. Prosegue comunque fino a venerdì la discussione generale con presentazione di emendamenti. Prima di arrivare in Aula, il provvedimento per intero, oltre che i suoi emendamenti, dovrà essere votato dalla commissione.
Nella rubrica delle posta del Corriere della sera si assiste a uno scambio tra Luigi Manconi, promotore di una proposta di testamento biologico delle associazioni Luca Coscioni e A Buon Diritto, e il titolare Sergio Romano, a proposito dell’idea liberale alla base del testamento biologico. Secondo il quale, in sostanza, l’Italia oggi non sarebbe ancora pronta a questa idea liberale della scelta sul fine vita. La stessa lettera di Manconi arriva anche alla rubrica di posta tenuta da Lucia Annunziata su La Stampa che la considera “efficace”.
Da segnalare il pezzo di Fabrizio Rondolino su La Stampa, a proposito della linea presunta del Partito Democratico su questo come altri argomenti: “Libertà di coscienza non è abdicare”.
February 18, 2009 at 1:33 pm · Filed under Articoli
Ieri pomeriggio al programma di Radio3 Rai “Fahrenheit” condotto da Marino Sinibaldi si parlava di testamento biologico e di un sondaggio Demos che riporta un segnale forte in arrivo dal NordEst, ma anche dal resto d’Italia: il 73% degli intervistati è favorevole alla possibilità di lasciare un testamento in cui dare indicazioni ai medici e ai familiari su cosa fare in caso di coma irreversibile. E’ intervenuto anche Paolo Guarino, uno degli ideatori dell’iniziativa e del sito Fammiscegliere. Ascolta qui.
February 18, 2009 at 1:14 pm · Filed under Articoli
Articolo su l’Unità del 17 febbraio 2009.

February 16, 2009 at 3:13 pm · Filed under Articoli
Sul sito di Radio Radicale è disponibile la registrazione video della conferenza di sabato 14 al teatro Piccolo Eliseo di Roma su “Verità e menzogne su eutanasia, Coscioni, Welby, Englaro”. Interventi, tra gli altri, di Carlo Alberto Defanti (neurologo che ha seguito Eluana Englaro), Mina Welby (Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica), Ignazio Marino (senatore Pd).
Sui giornali di oggi fa discutere la proposta del senatore Marino di cominciare la raccolta di firme per un referendum abrogativo nel caso che il ddl del governo sulle disposizioni di fine vita venisse approvato così com’è è stato proposto. Sul Corriere della sera si parla delle reazioni negative tra i dirigenti del Partito Democratico, mentre in un’intervista lo stesso Marino dichiara di sentirsi tutt’altro che isolato. In un editoriale su Repubblica, a proposito del testamento biologico, Mario Pirani invoca sul Pd “la lezione di De Gasperi”.
Sul sito di MicroMega si può leggere un documento, sottoscritto da vari docenti di diritto civile, che contestano punto per punto la proposta di legge governativa e le sue aberrazioni.
February 16, 2009 at 8:48 am · Filed under Articoli
Articolo di Francesco Costa sul sito dell’Unità.
Una X da disegnare, da indossare, da esporre sul balcone o sui vetri della propria auto. Una X che vuol dire libertà: la libertà di scegliere. Parliamo infatti della X che fa da logo a FammiScegliere, un’iniziativa che chiede che si faccia una buona legge sul testamento biologico. «Vogliamo una legge – recita il manifesto-appello della campagna - che lasci piena libertà di scelta alla persona per quanto riguarda la fine della propria vita. Diciamo “fammi scegliere” perché ciascuno possa decidere liberamente quali trattamenti vuole che gli vengano somministrati e quali no, in caso si trovi in stato d’incoscienza». La campagna è stata ideata e promossa da un gruppo di ragazzi tra i venticinque e i trentacinque anni e non ha alcun preciso segno di appartenenza partitica: «Ci rivolgiamo direttamente a tutte le persone che credono nella libertà dell’individuo e nella sua capacità di scelta. Mettiamo al centro l’esperienza personale, senza nessun altro riferimento ideologico». Dopo solo pochissimi giorni dal lancio della campagna, questo approccio aperto e laico sembra funzionare: già sfondato il muro delle mille adesioni sul sito www.fammiscegliere.com, l’iniziativa si sta facendo largo anche su Facebook, dove ha raggiunto un seguito di quasi quattromila persone. Tutti uniti nel chiedere una buona legge sul testamento biologico e tutti a disposizione per dare una mano alla causa. Come?
Virale
Vi ricorderete sicuramente delle bandiere della pace che durante il 2003 e il 2004 spuntavano fuori da ogni balcone, così come è facile che abbiate memoria di quando nell’autunno del 2007 il Free Burma Day invitò tutti a indossare un capo d’abbigliamento di colore rosso, come simbolo di solidarietà verso il popolo birmano oppresso dalla dittatura. Piccoli gesti che possono dare segnali importanti, per la forza cui indicano un desiderio, una sensibilità e una posizione precisa: uno schierarsi limpido e propositivo. I ragazzi e gli aderenti a FammiScegliere vogliono replicare il successo di quelle campagne virali e propongono che la X che fa da logo alla campagna venga replicata dappertutto: venga affissa sui muri degli uffici, utilizzata come sfondo del desktop in ufficio, disegnata su un lenzuolo appeso alla finestra, indossata come spilla sul bavero del cappotto, appiccicata al parabrezza della propria auto, eccetera. Si legge nel manifesto-appello, infatti, che «l’adesione alla campagna si concretizza nell’esposizione di un semplice simbolo: una X che rappresenta la scelta, con due linee di diverso colore che si incrociano, perché ognuno è libero di prendere la strada che preferisce».
L’iter della legge
Il tempo non è molto. Il governo punta sul ddl Calabrò, che di fatto annulla ogni possibilità di decidere della propria vita in condizioni di incoscienza: rende il testamento biologico un atto estremamente tortuoso da redigere e per nulla vincolante le decisioni dei medici, che comunque non potrebbero in nessun caso procurare la morte del paziente, nemmeno se questo era il dettato del suo testamento biologico. Martedì si concluderà la discussione generale in commissione, venerdì scade il termine per presentare gli emendamenti; poi, nel giro di due o tre settimane, il disegno di legge arriverà in aula. I promotori della campagna FammiScegliere pensano che una grande mobilitazione popolare sia possibile e possa essere determinante: «Siamo convinti che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro. E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana». Già: facciamola vedere, quest’Italia. L’indirizzo lo conoscete, la parola d’ordine pure: X.
February 14, 2009 at 12:29 pm · Filed under Articoli
I tempi sono quelli che sono. Ci vorrà almeno un mese prima dello sbarco in aula della legge sul testamento biologico. La tabella di marcia è fissata (come informa un articolo del Sole 24 Ore): martedì in commissione si concluderà la discussione generale, mentre per venerdì prossimo è fissato il termine per gli emendamenti. Il Pd ha pronto un corposo pacchetto di emendamenti al ddl del governo, e lo stesso relatore del Pdl Calabrò si dice disponibile a modifiche per “migliorare il testo”. La nuova capogruppo del Pd in commissione Dorina Bianchi, intervistata da Repubblica, ammette “l’eccezionalità di alcuni casi in cui la nutrizione può essere oggetto della dichiarazione anticipata di trattamento”. Più pessimista, o solamente realista, il medico ed ex capogruppo Pd Ignazio Marino: “Sono finte aperture quelle della maggioranza. Sarebbe meglio non mettere nessuna toppa, perché così com’è il testo è inefficace e incostituzionale, che sarà molto più facile cancellarlo”.
I Radicali dell’Associazione Coscioni hanno presentato una delibera di iniziativa popolare per l’istituzione di un registro dei testamenti biologici del Comune di Roma, prima firmataria Mina Welby.
Oggi Adriano Sofri in un editoriale su Repubblica affronta il punto centrale della questione, quella libertà di mangiare e bere. E dunque: “Non so ancora quanti di noi abbiano afferrato la questione dell’idratazione e della nutrizione artificiale. E non perché sia difficile da capire, ma perché è difficilissima da credere. Riuscite a immaginare che qualcuno, a voi maggiorenni e capaci di intendere, venga a intimare di mangiare e bere? La libertà di mangiare e bere, o quella, assai meno ragionevole, ma complementare, di non mangiare e non bere, è un ingrediente primario dell’autonomia personale. Ciascuno di noi non si nutre, né si mette a dieta, per legge. Nemmeno le controutopie più tetre vorrebbero fantasticare di uno Stato che dispone la nutrizione dei suoi sudditi umani, e somministra loro, per maggior efficienza, un pastone completo per via enterale o parenterale. Bene”.
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