Adesso non ci sarebbe più fretta per il testamento biologico. Secondo un articolo di Italia Oggi, passata una settimana dal caso Englaro, adesso i lavori della commissione Sanità che sta esaminando il ddl Calabrò sarebbero di nuovo in alto mare. Evidentemente c’è da riflettere, anche nella maggioranza. Prosegue comunque fino a venerdì la discussione generale con presentazione di emendamenti. Prima di arrivare in Aula, il provvedimento per intero, oltre che i suoi emendamenti, dovrà essere votato dalla commissione.
Nella rubrica delle posta del Corriere della sera si assiste a uno scambio tra Luigi Manconi, promotore di una proposta di testamento biologico delle associazioni Luca Coscioni e A Buon Diritto, e il titolare Sergio Romano, a proposito dell’idea liberale alla base del testamento biologico. Secondo il quale, in sostanza, l’Italia oggi non sarebbe ancora pronta a questa idea liberale della scelta sul fine vita. La stessa lettera di Manconi arriva anche alla rubrica di posta tenuta da Lucia Annunziata su La Stampa che la considera “efficace”.
Da segnalare il pezzo di Fabrizio Rondolino su La Stampa, a proposito della linea presunta del Partito Democratico su questo come altri argomenti: “Libertà di coscienza non è abdicare”.