Il dibattito sul testamento biologico e sul fine vita si riprende il centro della scena politica. A Udine la Procura indaga Beppino Englaro per “omicidio volontario”, insieme ad altri 14 persone tra cui il primario Dal Monte e altri medici e infermieri della clinica “La Quiete” dove Eluana morì il 10 febbraio scorso. La notizia su Repubblica: “Forse si tratta di un fascicolo che si apre velocemente e altrettanto velocemente si chiuderà. Una sorta di atto dovuto. Ma secondo indiscrezioni investigative questa nuova indagine partirebbe da una serie di esposti, firmati sia da singoli che da associazioni, che hanno raccontato la storia di Eluana come se fosse la storia di un omicidio. Il fatto che ci sia stata una sentenza della Corte civile d’appello di Milano, confermata dalla Cassazione, e che fosse stato approntato un protocollo per accompagnare gli ultimi giorni di Eluana non ha mai interessato i firmatari di queste denunce, che in nome della sacralità della vita hanno puntato il dito contro il padre di Eluana”. Intanto non si attenuato i toni soprattutto da parte della Chiesa, in particolare la reazione del cardinale Barragan che non esista a riutilizzare la parola “assassino” in riferimento al padre di Eluana.
Nell’iter parlamentare della legge sul testamento biologico sembra riprendere quota il fronte del “meglio non fare nulla” (articolo oggi su La Stampa). Tuttavia la proposta di una moratoria della discussione sulla legge, da rinviare a dopo le Europee, come proposto da otto senatori sia di maggioranza che di opposizione, sembra destinata a non passare, mentre le divisioni sul tema si amplificano anche tra le file del Pdl e si vocifera di “richiamo all’ordine” per i senatori dissenzienti in commissione. Secondo Folli nel suo Punto sul Sole24Ore “il partito della moratoria è ancora piccolo ma destinato a crescere”. Sembra avallare questa ipotesi la presa di posizione, oggi, del presidente del Senato Schifani che si dichiara favorevole a un rinvio dell’esame in Aula della legge, che era previsto per il 5 marzo.
E’ il tempo dei dubbi, più che delle scelte insomma. Dubbi per poi non fare scegliere o cosa?A questo proposito può suscitare discussioni l’editoriale del direttore Antonio Polito sul Riformista, “I miei dubbi sul testamento biologico”.