Il Senato comincia l’esame del ddl Calabrò. Respinte le eccezioni di costituzionalità, tutto sembra filare senza intoppi per far fuori la libertà di scelta. Il premier Berlusconi scrive ai senatori del centrodestra ricordando la “libertà di coscienza” ma soprattutto che “c’è una linea” da rispettare. A segnare la seduta di ieri l’intervento di Umberto Veronesi dalle file del Pd che legge in Aula il suo testamento biologico e invoca al rispetto delle sue personali volontà, nel modo più assoluto, anche su idratazione e nutrizione. A prescindere dalla legge che sta per passare. “Non potrebbe essere promulgata da questo Parlamento, perché oltre che impugnata per incostituzionalità non potrebbe che essere disattesa dai medici”. L’Aula ascolta in un silenzio inusuale prima di esplodere in un lungo applauso in parte trasversale. Ma il relatore della legge, Calabrò del Pdl, non fa aperture e lo ribadisce papale papale (è il caso di dirlo): “La vita è qualcosa di cui non disponiamo, su cui non si può consentire alle persone di scegliere”.
- “Il premier ai senatori: libertà di coscienza ma siate responsabili” (Corriere della sera)
- “Biotestamento, l’altolà di Veronesi: non rispetterò questa legge” (repubblica.it)
- “Fermatevi: la moratoria riprende quota” (Il Manifesto)
- Intervento di Luigi Manconi e Marco Cappato: “La libertà del paziente” (Corriere della sera)
- “Sia fatta la nostra volonta” (Guglielmo Pepe, Repubblica Salute)
- Chiara Lalli sul Manifesto: “Dove non c’è scelta non esiste morale. La Verità somministrata per sondino”